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Nove milioni di italiani vivono in aree contaminate da diossine e altri inquinanti, la denuncia dei geologi |
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Scritto da Administrator
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Domenica 04 Dicembre 2011 18:14 |
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Articolo tratto da http://www.ilsole24ore.com
«Nove milioni di cittadini italiani vivono» immersi nei "veleni", «in aree contaminate da diossine, idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti, solventi organo clorurati e policlorobifenili (Pcb)». A rivelarlo all'Adnkronos è il geologo Francesco Russo, vice Presidente dell'Ordine dei Geologi della Campania. I siti di interesse nazionale coinvolti sono 57 (3% del territorio nazionale). Si tratta di zone industriali dismesse, aree in cui l'attivitá industriale è ancora attiva, porti, ex miniere, cave, discariche non conformi alla legislazione, discariche abusive.
«La gravitá della contaminazione in queste zone, con rilevanti impatti ambientali, sanitari e socio-economici, - denuncia Russo - ha fatto sì che esse venissero prese in carico dallo Stato, con stanziamento di fondi ad hoc per la loro messa in sicurezza e bonifica. Ma urge un Piano Nazionale per le bonifiche che miri a investimenti legati ad efficienza e sostenibilitá, certezza sulle risorse finanziarie e alleggerimento degli iter procedurali degli organi di controllo locali». «Devono, insomma, - aggiunge lo scienziato - essere prese decisioni coraggiose ed impopolari» se si vuole uscire da questo drammatico impasse.
Almeno un sito inquinato in ogni regione, "primato" della Lombardia Non c'è regione italiana che non abbia nel suo territorio almeno un sito contaminato. «Il primato - riferisce Russo - lo detiene la Lombardia, con ben 7 aree, seguita dalla Campania con 6, da Piemonte e Toscana con 5, da Puglia e Sicilia con 4. La Campania insieme alla Sardegna condivide, inoltre, il primato delle regioni dove ci sono le aree contaminate più vaste, in totale 345.000 ettari in Campania e 445.000 ettari in Sardegna, il Molise invece, rappresenta la regione con meno superficie contaminata, solo 4 ettari». |
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Ultimo aggiornamento Domenica 04 Dicembre 2011 18:15 |
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Laptop e WiFi, nemici della virilità |
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Domenica 04 Dicembre 2011 17:58 |
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Articolo tratto da http://punto-informatico.it
Uno studio proveniente dalle Americhe ipotizza una correlazione fra l'utilizzo di laptop con connessione wireless e la perdita di fecondità. Uomo avvisato, mezzo salvato
Roma - Ricercatori argentini e statunitensi rilanciano l'allarme - più volte evocato nel recente passato - sui potenziali rischi per la salute dei gameti maschili umani derivanti dall'uso di dispositivi elettronici hi-tech. Questa volta sul banco degli imputati ci sono i laptop dotati di collegamento WiFi, anche se i ricercatori avvertono che occorreranno ulteriori verifiche in merito. |
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Ultimo aggiornamento Domenica 04 Dicembre 2011 18:00 |
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L'Agenzia dell'Energia avverte: il futuro energetico è insostenibile senza severi correttivi |
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Scritto da Administrator
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Domenica 04 Dicembre 2011 18:01 |
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Articolo tratto da http://www.ilsole24ore.com
E se il prezzo del petrolio salisse a 150 dollari il barile nel giro di pochi anni, nonostante la crisi economica in corso? Per l'Agenzia Internazionale dell'Energia, potrebbe succedere: basta che i necessari investimenti in Medioriente e in Africa (100 miliardi all'anno) si riducano di un terzo, per ottenere un più difficile equilibrio fra offerta di greggio in declino e domanda in aumento.
Ma questo è solo uno dei messaggi di allarme che si trovano nell'edizione 2001 del World Energy Outlook, presentato stamani a Londra dall'agenzia parigina. «La crescita, la prosperità e la popolazione spingeranno il fabbisogno di energia nei prossimi decenni», sintetizza Maria var der Hoeven, la nuova direttrice esecutiva dell'Aie. «Ma non possiamo continuare ad affidarci a un uso dell'energia insicuro e ambientamente insostenibile».
Quanto insostenibile, è presto detto: «La domanda di energia primaria – si legge nel corposo rapporto – è destinata a salire di un terzo da qui al 2035 e le emissioni di gas-serra cresceranno del 20%, col risultato di un aumento a lungo termine della temperatura di oltre 3,5 gradi centigradi». La crescita della temperatura media planetaria viene calcolata a partire dai tempi dalla Rivoluzione Industriale, quando il genere umano ha cominciato a consumare ingenti quantità di combustibili fossili. Ma il guaio è che, a detta degli scienziati, superare la soglia dei due gradi sarebbe già sin troppo pericoloso. Al vertice climatico di Copenhagen nel 2009, quando i Paesi del mondo non trovarono il sospirato accordo, concordarono comunque su un punto: la soglia dei 2 gradi non va superata. L'Aie – che non è un'associazione ambientalista, ma è nata in seno all'Ocse all'indomani del Primo shock petrolifero – fa sapere che, seguendo l'attuale trend,
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Ultimo aggiornamento Domenica 04 Dicembre 2011 18:04 |
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Scritto da Administrator
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Mercoledì 02 Novembre 2011 18:51 |
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Articolo tratto da http://www.ilsole24ore.com
Del maiale, si sa, non si butta via niente, ma che persino gli escrementi di questi animali si potessero riutilizzare ancora non l'aveva provato nessuno. Ci sono riusciti a Yadkinville, un piccolo centro agricolo della North Carolina dove vivono 2.800 persone insieme a molte migliaia di suini e altri animali da allevamento. Da oggi i maiali di Yadkinville sono qualcosa di più di semplici bestie destinate a diventare costine e braciole: sono anche una preziosa fonte di energia rinnovabile.
La Duke University di Durham, non lontano da lì, ha infatti realizzato nel paesino un impianto pilota che sfrutta gli escrementi delle bestie per ricavarne metano, da bruciare per mettere in movimento un generatore di energia elettrica. Così con i rifiuti prodotti dai 9.000 maiali della Loyd Ray Farms, l'azienda che ha accettato di collaborare al progetto, ora si ottiene energia sufficiente al fabbisogno di 35 famiglie per tutto l'anno. E' una nuova forma di energia rinnovabile alla quale in realtà da tempo in molti pensano e che potrebbe dare un grosso contributo alla riduzione di gas serra e alla produzione energetica.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Novembre 2011 19:05 |
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