Giovedì, 23 Feb 2012
You are here: Home Notizie
Notizie
Piano Casa, in arrivo la legge nazionale PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 13 Febbraio 2011 17:42

Articolo tratto da http://www.edilportale.com 

Nuove norme regionali entro il 31 dicembre, ammessi anche gli edifici condonati

 

Riqualificazione urbana, cambi di destinazione d’uso, delocalizzazioni e sostituzione edilizia con premi volumetrici. Sono i contenuti della bozza di decreto legge presentata fuori sacco al Consiglio dei Ministri di martedì scorso dal Ministro Calderoli. Il testo, che potrebbe essere discusso nel prossimo CdM, riporta alla ribalta il Piano Casa, prevedendo semplificazioni in materia di edilizia e urbanistica.La bozza ripropone l’idea di un Piano Casa centralizzato, regolato da un provvedimento legislativo di rango nazionale col compito di fare da quadro a leggi regionali da emanare entro il 31 dicembre 2011.Le norme regionali, adottate questa volta sulla base non di una semplice intesa, ma di una legge dello Stato, dovrebbero incentivare la riqualificazione urbana delle aree degradate prevedendo volumetrie aggiuntive, la delocalizzazione degli edifici incongrui in aree diverse e modifiche della sagoma per l’armonizzazione architettonica.Come già succede, dagli interventi dovrebbero essere esclusi gli immobili abusivi, così come quelli situati all’interno dei centro storici o in aree di inedificabilità assoluta. Rientrerebbero invece gli edifici condonati o per i quali sia stata presentata domanda di sanatoria entro i termini stabiliti dal DL 269/2003. In ogni caso, la bozza di legge quadro impone il rispetto degli standard urbanistici.Ma dall’Esecutivo arriva anche un’altra direttiva: ammettere il cambio di destinazione d’uso degli immobili, purchè gli utilizzi siano tra loro compatibili o complementari. Non solo. In attesa dell’approvazione delle leggi regionali, ai sensi del Dpr. 380/2001, potrebbe essere rilasciato il permesso di costruire in deroga anche per i cambi di destinazione d’uso.I Comuni, inoltre, possono prevedere che il rilascio del permesso di costruire per gli edifici residenziali prescinda dalla presentazione della relazione acustica.Secondo il decreto Calderoli, infine, l’approvazione dei piani attuativi passa dalle competenze del Consiglio Comunale, che già delibera il piano urbanistico generale, a quelle della Giunta.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 13 Febbraio 2011 22:04
 
PUBBLICITA': INTERNET SUPERERA' CARTA STAMPATA ENTRO 2014 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 28 Giugno 2010 01:51

Articolo tratto da agi.it

(AGI) New York - I ricavi pubblicitari su Internet si attesteranno a livelli superiori a quelli dei quotidiani entro 4 anni. Lo riporta il Wall Street Journal, che cita un rapporto di PricewaterhouseCoopers. Nel 2014 le attivita' promozionali in Rete - escluse quelle sui dispositivi portatili - balzeranno a 34,4 miliardi dai 24,2 del 2009. Secondo lo studio, i ricavi dei quotidiani diminuiranno a 22,3 miliardi dai 24,82 registrati nel 2009

Ultimo aggiornamento Lunedì 28 Giugno 2010 01:55
 
Pubblicità online, nel 2009 la crescita sarà del 13,7% PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 25 Settembre 2009 00:00

Articolo tratto da " ilsole24ore"

Secondo Iab Italia gli investimenti pubblicitari su Internet nel 2009 continuerano a crescere a due cifre. In particolare, l'associazione ritiene probabile un + 13,7% rispetto al 2008, per un valore complessivo del mercato di 931,35 milioni di euro. Questo alla luce dell'andamento dell'advertising online registrato nel primo trimestre dell'anno.

Rispetto ai singoli veicoli pubblicitari che caratterizzano il Web, si stima una crescita del settore Display pari al 10%, per un valore di 355,3 milioni di euro, mentre il Search dovrebbe salire del 20% raggiungendo un fatturato di 342 milioni di euro. La previsione per “classified/directories” è del +12%, per un valore totale di oltre 190,4 milioni di euro, mentre per l'e-mail marketing si stima un +5% a quota 22,05 milioni di euro. Si prevede inoltre un incremento dell'8% per il Mobile, per un totale di 21,6 milioni di euro.

Per comporre i 931,35 milioni di euro, IAB Italia è partita dalla base della rilevazione Fcp Assointernet e Nielsen Media Research che comprende il fatturato delle principali concessionarie online, soprattutto di quelle operanti nel Display advertising (i classici banner, nei vari formati), ma ha aggiunto una stima delle concessionarie non dichiaranti sia sul Display che sull'e-mail marketing, una stima del mercato del Search, una stima del mercato delle Directories e una migliore stima del mercato Mobile.
L'andamento stimato per il settore segna dunque un netto rallentamento rispetto ai trend degli anni passati (nel 2007 l'aumento è stato del 40,6%, sceso però a + 19,2% già nel 2008). Secondo Layla Pavone, Presidente IAB Italia, questi numeri sono tuttavia da considerarsi assai positivamente, alla luce della crisi economica in atto, e confermano la fiducia accordata al potenziale dei media digitali rispetto a quelli tradizionali.

Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Settembre 2009 01:04
 
In Italia non rallenta la crescita della pubblicità on line PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 25 Settembre 2009 00:00

Articolo pubblicato dal 24ore

In controtendenza con molti paesi europei, il mercato del Web avdvertising nazionale aumenterà del 10,5% nel 2009

 

La crisi economica globale ha frenato la crescita dell'advertising online a livello europeo, ma il mercato italiano dovrebbe riuscire a mantenere nel 2009 un tasso di sviluppo a doppia cifra. È quanto segnala l'ultima versione del rapporto annuale AdEx presentato da Iab Europe. Se per tutto il 2008 l'advertising online del Vecchio Continente aveva mantenuto una crescita del tutto soddisfacente (+20% rispetto all'anno precedente), nei primi sei mesi del 2009 alcuni dei mercati più maturi (Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia) hanno registrato un rallentamento significativo. La frenata non ha però riguardato quei paesi dove la pubblicità on line era meno sviluppata. Tra questi l'Italia, che conferma le sue previsioni di crescita per l'anno in corso al 10,5%; si tratta di una performance nettamente superiore alla media europea che si dovrebbe attestare, secondo i dati del rapporto, al +2,4%.

Ultimo aggiornamento Lunedì 28 Giugno 2010 01:50
Leggi tutto...
 
Internet più credibile della TV secondo gli italiani PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 16 Settembre 2009 23:13

Articolo tratto da MG News

Credibilità sotto i tacchi della TV secondo gli italiani. Solo il 24% crede all’informazione televisiva mentre cresce la credibilità del web con le news credibili per il 41% e Wikipedia addirittura al 45%

Allora ha proprio ragione Beppe Grillo. In TV l’informazione ha perso gran parte della sua credibilità. Questo emerge chiaramente da una recente ricerca di TNS. Che ha fatto una ricerca a livello mondiale da cui emerge che l’Italia è assieme alla Francia il paese dove è più bassa la credibilità della TV (24%). Stanno mal messi in Italia anche i giornali (32%) mentre risulta più alta della media mondiale sia la credibilità dei siti web aziendali che quella degli esperti online.

Questa è sicuramente una ottima notizia per coloro che si occupano della produzione dei contenuti online (notizie, articoli, video, ecc). Vuol dire che in Italia Internet è un mezzo tutt’altro che “sputtanato” come molti saccenti soloni della politica e della carta stampata vorrebbero farci credere. Anzi è vero esattamente il contrario. Se fossi nei panni di un editore di giornali o produttore televisivo di informazione comincerei a preoccuparmi…

Va detto che a livello globale - pur con differenze tra paese e paese - in media la fonte più attendibile continua ad essere il passaparola (gli amici sono al 42%). Questo non vale per i paesi latini (come Italia, Spagna e Francia) dove evidentemente si è più smaliziati e si pensa che i consigli degli amici spesso non sono…disinteressati.

Un dato importante e questa volta non molto positivo per i produttori di contenuti online. I blog sono ritenuti la fonte meno affidabile di tutte, in quasi tutti i paesi. Va un po’ meglio in Italia e Spagna (14-15%) mentre stanno molto mal messi in tanti altri paesi occidentali con percentuali che vanno dal 5% al 9%. I dati riferiti all’Italia e ai paesi a noi più vicini sono riportati nella tabella sottostante.

Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Settembre 2009 00:54
 
« InizioPrec.12Succ.Fine »

Pag 1 di 2